operazione “REWIND”: ti prendo e ti porto via

Pubblicato su potere con i tag , , , , , , , il Luglio 6, 2009 da dietroildito

Questa mattina, ma senza cornetto e cappuccino, le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in 21 case abitate dagli studenti dell’onda anomala. Il nome dell’operazione è sicuramente il più appropriato, operazione REWIND, e io ci aggiungerei “ti prendo e ti porto via” come recita una famosa canzone di Vasco. Si tratta di studenti che hanno partecipato alle manifestazioni del movimento studentesco, al quale lo stato risponde con repressione e politiche di chiusura. “Repressione! Repressione! Repressione!” (cit. Gian Maria Volonté) così lo stato cerca di arginare il ribellarsi degli studenti. Ma un’onda non si può arginare, come l’acqua passa da ogni fessura non la puoi fermare, ogni goccia che batte finirà per far marcire il legno (già marcio di per se). Oggi si manifesta in tutta Italia, perché hanno fatto male i conti, perché ogni studente arrestato è legato alla città della propria università, ed è ancor più legato alla sua terra natìa. E’ gravissimo il tentativo di intimidire e reprimere duramente il dissenso sociale di una generazione alla quale nel contempo si sta negando il diritto al futuro. Appuntamenti in tutto lo stivale quindi, per esprimere la massima solidarietà, per infondere calore umano, di cui sicuramente hanno bisogno i 21 arrestati. Come si sentono in queste ore? Sono da soli, impauriti, presi e scaraventati di forza nella città di Torino. Tutti i giornali hanno pubblicato i nomi, i cognomi, l’età e la facoltà; neanche fossero mafiosi; bravi giornalisti al servizio del potere. E bravi anche gli sbirri, che chi sà come stanno sghignazzando in questo momento, ridono della loro ignoranza, ridono del loro sentirsi degli 007.

LIBERI TUTTI! LIBERI SUBITO!

Genitori ragazzi Down: famiglie unite contro una sindrome

Pubblicato su società con i tag , , , , , il Maggio 12, 2009 da dietroildito

Mentre Silvio va alle feste, D’Alema in barca, Di Pietro sul trattore, c’è chi offre la sua vita al prossimo, come un Gesù Cristo dei nostri tempi… ma menomale che Buffon resta alla Juventus.. ah ma Ancelotti invece che fa? L’associazione è nata nel 2007 a Cesena con lo scopo di tutelare i diritti delle persone Down, favorirne lo sviluppo fisico e mentale, contribuire al loro inserimento scolastico e alla piena integrazione sociale

CESENA – Famiglie che tutelano i diritti dei propri figli. E’ l’identikit di Genitori ragazzi Down (Grd), un’organizzazione di volontariato nata nel 2007 a Cesena con lo scopo di tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down, favorirne lo sviluppo fisico e mentale, contribuire al loro inserimento scolastico e alla piena integrazione sociale. “L’associazione è nata per necessità – spiega Giuseppina Sacchetti, fondatrice di Grd –. Io e mio marito abbiamo avuto un figlio affetto da sindrome di Down; avevamo bisogno di sostegno, ma guardandoci intorno nessuno ci sembrava attrezzato. Così è nata l’idea di creare questo gruppo di genitori che adesso si pongono come punto di riferimento di tutto il comune, compresi gli gli operatori sociali, sanitari e scolastici. Il nostro obiettivo è aiutare le persone con sindrome di Down, ma soprattutto dare sostegno alle famiglie che hanno difficoltà”.

Ora l’associazione cesenate cammina a piccoli passi, come racconta Giuseppina Sacchetti: “abbiamo organizzato tanti piccoli convegni e presentato tanti progetti. Lo scorso anno, ad esempio, siamo riusciti a realizzare ‘Fior d’acqua’, un’iniziativa in cui i nostri ragazzi hanno fatto ginnastica in piscina seguiti da un fisioterapista. L’attività è poi proseguita anche quest’anno e continuerà fino al mese di giugno”.

E il futuro dell’associazione? Genitori ragazzi Down di Cesena ha in cantiere molti progetti e una voglia di fare che supera l’immaginazione. “Il nostro sogno sarebbe quello di realizzare delle sedute di pet-therapy, per curare i nostri ragazzi attraverso l’interazione con gli animali, ma hai dei costi che noi difficilmente possiamo sostenere. Vorremmo anche che il corso di ginnastica in acqua, che già ci dà grande soddisfazione, diventasse più ciclico, meno occasionale, magari annuale – continua Giuseppina Sacchetti -. Ma questi sono tutti progetti che difficilmente riusciremo a realizzare, perché noi ci sosteniamo con i 25 euro l’anno della quota associativa e con i prodotti che realizziamo e vendiamo in occasione delle feste, come ad esempio i panettoncini di Natale e le uova di cioccolato a Pasqua. In altre parole: non ci possiamo permettere grandi cose, ma viviamo del nostro lavoro quotidiano e basiamo l’attività dell’associazione sulle nostre forze: basti pensare che non abbiamo neanche una sede, ma usiamo casa mia per incontrarci e discutere”.

contatti:
Genitori ragazzi Down
Via Anna Frank 12 – 47023 Cesena
Tel. 338 4595500 – Fax 0547 380384

(http://www.superabile.it/web/it/REGIONI/Emilia_Romagna/Incontro_con___/info-236416955.html)

Giovani e Lavoro.

Pubblicato su messaggio in bottiglia con i tag , , , , , , , , il Marzo 7, 2009 da dietroildito

messaggio in bottiglia: “stammi bene a sentire fratello piccolo. Tu dai 20 ai 35 anni, diplomato, laureato, operaio specializzato, milite esente, con o senza lavoro, figlio di un benessere che tu chiami malessere, disoccupato con la paghetta, culo di pietra giovane che se non trovi il posto nel quartiere dove abita mamma ululi il tuo diritto al lavoro, che ti nascondi dietro lunghi concorsi, pieno di rabbia e gonfio di rimorsi. Vuoi invecchiare da mantenuto? Lo sò, lo sò che ti stai incazzando, che mi stai urlando: ’stronzo! con me te la prendi? scagliati contro il ministro del lavoro! I raccomandati che mi soffiano il posto e la robotizzazione della manodopera attraverso la quale le multinazionali mettono alla fame i giovani e accrescono gli utili!’ Già fatto fratellino, già fatto. Organizziamo cortei, manifestazioni e sit-in; imponiamo al governo la priorità dell’occupazione giovanile, sollecitiamo i sindacati e la confindustria e se serve scateniamo un 2009, 220 anni dopo la rivoluzione francese sarebbe pure ora di darci una mossa teste da tagliare. Io ho aperto una parentesi, una tua piccola piaga fratello piccolo. Bisogna andare via di casa raggiunta una certa età. Bisogna attraversare quelle fiamme, il rischio, la paura, la strada. Finché non sarai stanco di morire di fame non capirai un cazzo della vita. Mi dirai: ‘Jack, ma io sono laureato posso andare a scaricare le cassette della frutta?’ No? e i polacchi, gli albanesi, i cingalesi che cosa fanno? Pensi sia più nobile e più opportuno farsi passare le 500euro da papà? Cristo ragazzi la vita è fuori! Non fatemi dire che ci vorrebbe una guerra per capirlo. Spezzate le catene psichiche che vi tengono legati ai genitori; la disoccupazione a volte è una scusa, liberatevi dalla vostra opprimente dipendenza e sganciatevi dalla loro pericolosa invadenza. Meglio farsi dare ordini da un padroncino qualunque che da un padre quando si è maggiorenni. Questa è la vostra Alcatraz fratelli piccoli. Voi non vi dovete sistemare, voi vi dovete rivoluzionare. Ormai la concorrenza è mondiale, fratelli, e voi avete un assoluto bisogno di irrobustirvi. Fate i pizzaioli, andate a raccogliere le olive, aiutate i malati, imballate i pacchi, scaricate acqua minerale. Più siete laureati e intellettuali, più quelle 10euro guadagnate vi faranno bene. Date retta a Jack, buttatevi nella strada come se aveste moglie e quattro figli, che fareste? non gli dareste da mangiare? Mica li potrete portare dalla nonna tutte le sante sere? Guadagnatevi almeno un pasto, 10euro al giorno. Qualsiasi sacrosanto diritto al lavoro voi abbiate: evadete da Alcatraz”

[questo articolo è liberamente tratto da un discorso di Jack Folla, una voce che mi aveva acceso anni fa, e che per strane coincidenze è tornata a farsi sentire nel mio orecchio]

messaggio in bottiglia- questo articolo inaugura una nuova sezione del sito, composta da “citazioni”.

Pubblicato su politica con i tag , , , il Febbraio 15, 2009 da dietroildito

l’acqua è un bene di tutt*!

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Gli immigrati rubano il lavoro

Pubblicato su società con i tag , , , , , il Gennaio 30, 2009 da dietroildito

“Sporchi immigrati tornate a casa vostra”. Oggi gruppi di manifestanti si sono riuniti davanti alla raffineria Lindsey Oil, per protestare contro l’assunzione di lavoratori stranieri fatta dall’azienda petrolifera Total. Centinaia di persone impiegate nelle raffinerie stanno scioperando e dando sfogo al malcontento diffusosi in tutto il paese. I manifestanti urlano “prima il lavoro a noi, poi agli stranieri!”, ma gli scioperanti sono Inglesi e gli stranieri Italiani. Cosa ne pensa a riguardo il ministro tricolore Ugo Umberto Bossi? Qualcuno nella penisola britannica sta anche, sicuramente, urlando “Inghilterra Protestante! Mai Cattolica!”. Intanto gli stranieri stanno Permanendo Temporaneamente in una struttura che prima era una prigione galleggiante. Borghezio, e ora?

Il sapere ai poliziotti (diritto allo studio)

Pubblicato su potere con i tag , , , , , , , il Ottobre 23, 2008 da dietroildito

Il premier Bugie&Realtà vuole mandare i poliziotti nelle università, forse perché imparino qualcosa. Il poliziotto è il caso simbolo in cui il lavoro non rende liberi, ma schiavi di chi sta al gradino più alto della gerarchìa. Sono infatti moltissime le persone che si arruolano tra le forze dell’ordine, i più disgraziati nella celere, per portare a casa la pagnotta. Il poliziotto è quindi vittima , forse più degli altri, della fame e della disoccupazione. I celerini sono dei ragazzi infagottati di patriottismo e scarsi in cultura, sono pochi quelli diplomati e se avessero assistito ad una sola lezione di antropologìa, di sociologìa o di storia sarebbero meno ciechi nel menar manganellate e meno camerati nel battere lo scudo. Ebbene, il premier Bugie&Realtà ha deciso per la co(no)scienza di classe: tutti i poliziotti nelle università (per alcuni è prevista la classe ponte negli istituti superiori)

La mafia non esiste

Pubblicato su società con i tag , , , , , il Giugno 30, 2008 da dietroildito

Reggio Calabria, 27 Giugno. Finalmente all’unanimità e tra baci e abbracci (e ciò desta molti sospetti) viene istituita dal consiglio comunale la “Commissione d’indagine interna” che accerterà eventuali irregolarità in seno agli uffici comunali che si occupano di Pianificazione territoriale, Lavori pubblici e Manutenzione. Finalmente verrà sfatato definitivamente  il fantasma della ndrangheta. Finalmente c’è questa volontà e si respira un’aria nuova. Non mi aspettavo però che tutta questa festa facesse anticipare i botti di capodanno alle 22:45 del giorno del signore 29 giugno. Infatti in tale data, qualcuno ha organizzato una piccola festicciola con botto finale alla pizzeria “i preistorici” in via spagnolio giannangelo. Le modalità e l’occasione fanno pensare che l’organizzazione sia di matrice ‘ndranghetista, e in città è un susseguirsi di attentati ed intimidazioni che non conosce tregua. La mafia non esiste.

[articolo altamente ironico]

Caffarra: che dio ti fulmini!

Pubblicato su società con i tag , , , , , , , il Giugno 25, 2008 da dietroildito

Il cardinale Caffarra torna a far sentire la sua vocina stridula. Continua a non farsi i fatti suoi e a fare la messa a tutti, ancora una volta nel mirino dell’imbecille c’è la questione della sessualità. “I gay un pericolo sociale” scrive di suo pugno sul settimanale “l’avVENIRE”. Per fortuna: la povertà, l’ignoranza, il razzismo, la politica corrotta e la riduzione delle relazioni sociali alla logica di mercato, non sono invece un pericolo per la società. La questione è sicuramente di fondamentale importanza perché se la gente abortisce, fa sesso col preservativo o è omosessuale, come fa la chiesa ad avere “una classe di nuovi figli” povera e disagiata da sottomettere alla sua infinità bontà? Alla vigilia del pride di Bologna la chiesa continua a infiltrarsi nella politica dello stato e il PD (non è l’acronimo di una bestemmia) è subito pronto a ridimensionare la sua adesione alla manifestazione di sabato.

per una paio di jeans

Pubblicato su società con i tag , , , , , , il Maggio 14, 2008 da dietroildito

Bologna, ore 15. In cielo splende il sole con qualche nuvola di contorno, la giornata ideale per lavare le lenzuola, metterle in balcone e farle asciugare in fretta. Mentre stendo calze e mutande una folata di vento fa cadere dal balcone del quarto piano un paio di jeans. Finisco di stendere i miei panni bagnati e con l’aria da boyscout suono alla porta della vecchietta del piano di sopra per restituirle ciò che il vento le aveva tolto. Suono: “chi sei!?! Non ti apro! O vai via o chiamo la polizia! Vai via subito!!!” …e pensare che nonostante io sia ormai più che ventenne mia nonna mi regala ancora le caramelle quando vado a trovarla… ma mia nonna legge molti libri, che orgogliosamente mi mostra nei nostri sporadici incontri, invece tra le urla di terrore giunte da dietro la porta della mia vicina di casa ho potuto riconoscere la voce di una televisione ad altissimo volume… forse trasmetteva un telegiornale. Effettivamente l’informazione d/nella società di oggi urla terrorizzata “rapina in casa!”, “rumeni assassini!”, “gruppo di zingari ruba argenteria”… comunque mi andavano a pennello quindi i jeans me li son tenuti. È con la paura che si tiene sotto controllo un popolo, qualcuno azzarderebbe parlando di terrorismo mediatico (?). Cari giornalai state funzionando bene come strumento della strategia del terrore, perché c’era davvero del terrore nella vocina stridula della vecchietta del piano di sopra. Il giornalismo è costruzione di significati, ogni atto comunicativo nel descrivere la realtà la ricostruisce (Carlo Sorrentino, 2006), questa società sta costruendo una realtà in cui molti vecchietti probabilmente moriranno di crepacuore, ma io intanto me la spasso con il mio nuovo paio di jeans.

brutti, sporchi e cattivi.

Pubblicato su politica con i tag , , , , , , il Maggio 6, 2008 da dietroildito

In Germania è stato un primo maggio all’insegna dello scontro, due città in particolare ne sono state protagoniste: Norimberga e Amburgo. La mobilitazione antinazista è stata importante, ingente, ed ha impedito che i nazisti sfilassero nelle due città. L’azione degli antinazisti e antifascisti è stata violenta: viso coperto, tutti vestiti di nero, pronti a scatenare riot per bloccare l’Npd. Una persona che ha partecipato agli scontri di Amburgo ha accettato di rispondere ad alcune domande, per chiarirci le motivazioni e gli umori di un movimento violento, sempre tralasciati dai media che preferiscono puntare le attenzioni sui metodi (convisibili o meno, sicuramente discutibili) lasciando perdere i contenuti:

Perché si è manifestato in Germania?
Ad Amburgo e a Norimberga i nazi dell’NPD avevano lanciato un corteo per il pomeriggio del 1°maggio, così i compagni tedeschi in risposta a questa provocazione hanno organizzato una contro-manifestazione recante i temi dell’antifascismo e dell’antirazzismo

Puoi raccontarci qualche episodio che ti è rimasto particolarmente impresso?
Mi ha molto impressionato la grande partecipazione, in particolare la presenza determinata di molti giovanissimi. Altro elemento importante è stato quello della solidarietà dimostrata dai cittadini di Amburgo nei nostri confronti.

Cosa avete ottenuto il primo maggio ad Amburgo?
Abbiamo ottenuto una grandissima vittoria, in quanto non abbiamo permesso ai fascisti di sfilare nel corteo è gli è stato trasmesso che la loro presenza non è per niente gradita.

Come siete stati accolti in Germania?
Benissimo, sono stato ospitato a casa di alcuni compagni e trattato come un amico di vecchia data.

Cosa riportate in Italia e nelle realtà in cui militate?
Italia e Germania sono due realtà molto differenti tra loro, anche se i movimenti tedeschi si ispirano proprio all’esperienza dell’autonomia italiana degli anni ‘70.