(quando il sole torna indietro, abbiamo già l’acqua fino al collo ai piedi)
stamattina pare ci sia stato un attentato alla Caserma di via Perrucchetti a Milano. Un uomo, forse nord africano, si dice abbia fatto esplodere una bomba che non è riuscito a lanciare, ma non tutto l’esplosivo è stato detonato. Probabilmente l’uomo è un libico sposato con una donna italiana, arrivato ieri da Napoli. A quanto pare non è riuscito a lanciare la bomba che gli è rimasta in mano, per questo la mano non gli è rimasta al polso, ma pare che con l’esplosione un sasso sia schizzato via e abbia colpito un militare che è rimasto lievemente ferito. Nella convulsione del momento e nell’assonnamento mattutino (erano le 7:45). Pare che prima di farsi esplodere abbia gridato “via dall’Afghanistàn!”, ma altri dicono che la frase esatta sia stata “rivogliamo Kakà al Milàn”, gli investigatori smentiscono riferimenti alla squadra rossonera e all’occupazione militare, ma non è ancora stato smentito che egli abbia gridato “Chi volta el cùu a Milan, il volta al pan”. Quindi non abbiamo forse nessuna notizia certa. (Quello che è certo è che adesso ci grattugieranno i coglioni almeno fino a Natale). Aspettiamo il tg4 (ma anche gi altri non sono da meno) e tutto ciò favorirà il rilancio (di cui avevamo proprio bisogno), nel discorso pubblico e nelle pratiche poliziesche, della catena di equazioni extracomunitario-clandestino-arabo-musulmano-integralista-terrorista. Non ci crederete mai ma solo il 10% dei musulmani è arabo e il paese con più fedeli è l’Indonesia, seguito a ruota da India e Pakistan. E come dichiarò padre Gianni Baget Bozzo il 18 ottobre 2001: “gli islamici che vengono in Italia sono tutti ispirati dalla guerra santa!”
