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Posted in Uncategorized on dicembre 30, 2014 by matteo valenti

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discorso preventivo

Posted in potere with tags , , , , , , , on dicembre 20, 2010 by matteo valenti

lo avevo detto, e lo avevamo detto in tanti che bisognava ascoltare. Bisognava avere una politica di accoglienza e non gridare: IO ME NE FREGO! ma piuttosto interessarsene. Cos’è il daspo per le manifestazioni? magari domani vogliamo anche fare pagare il biglietto? “Vai manifestante, fatti il giro nella giostra, fatti sto giro, cantati le canzoni e urla le tue cose”. Manifestare dovrebbe servire per comunicare (mettere in comune) qualcosa, un sentimento, una lotta, un dubbio, delle questioni; ma se la comunicazione perde la sua funzione performativa, reazione normale mi pare quella di caricarla di azione. Ci si sente presi in giro dai cartelli con su scritto: “mega offerta! Manifestazione a Roma sotto natale, con giro colosseo, 1 biglietto 5 euro, se vuoi le foto per i tuoi momenti indimenticabili a fine giro passa dai nostri uffici”. E adesso che c’è scappato il morto? Siamo soddisfatti? È bello passare finalmente alla seconda fase, compiangere, fare considerazioni, Bruno Vespa farà il plastico e Saviano il suo discorso (sempre con le solite pause). Adesso che il giro di giostra è finito, il capo della digos mi batterà una mano sulla spalla dicendo: “ma infondo era un bravo ragazzo…”

jostra

“non si muove foglia che don tano non voglia”

Posted in società with tags , , , , on ottobre 8, 2010 by matteo valenti

Così recitava Peppino Impastato ai tempi di “Radio Aut”, i “cento passi” non è solo un film. È la realtà che ogni giorno ti opprime, ma non puzza più di lupara e non porta il berretto in testa. La ‘ndrangheta sta dove ci sono soldi da gestire, dove ci sono i grandi affari, dove circola moneta sonante. Svincolata da un sud che rimane folklore, l’organizzazione criminale di origine calabrese si espande a macchia d’olio per tutto lo stivale, gestisce il traffico di droga europeo ed è una voce importante nel lontano Sud America. D’altronde, come sostiene il magistrato Nicola Gratteri, la ‘ndrangheta è la mafia più ricca e più potente del mondo. Ma alle origini di questa potenza criminale c’è una gestione del territorio e una capacità di controllo sociale degna del più abile manager di una multinazionale. La riscossione del pizzo non è altro che l’affermazione del potere che le varie ‘ndrine hanno sulla loro porzione di territorio, difatti i soldi mossi dal pizzo sono solo spiccioli messi a confronto con i movimenti economici prodotti dai vari traffici illeciti. La grande forza della ‘ndrangheta sta nello sfruttare disagio sociale, ironicamente definita “la migliore azienda del meridione”, offre veri e propri posti di lavoro a giovani senza futuro stipendiandoli nel proprio libro paga come autisti del boss, guardaspalle, sicari e varie picciotterie. La mafia soffoca la società, tappa ogni buco dal quale i giovani possano prendere aria, guardare il cielo, cercare di realizzare i propri sogni o semplicemente sognare. Quante volte abbiamo sentito i nostri concittadini dire “…ma tanto sono tutti mafiosi…” la repressione della ‘ndrangheta riesce a fossilizzare ogni ambizione, cuce la bocca ad ogni voce di dissenso, si siede nella aule istituzionali e fa grandi affari negli appalti nazionali e internazionali. C’è la ‘ndrangheta dietro lo sfruttamento degli immigrati di Rosarno, dietro la realizzazione del ponte sullo Stretto, dietro quanti morti?, dietro le macchine bruciate e dietro le bombe nei negozi. La ‘ndrangheta è un animale pericoloso, sguazza nelle aule comunali nascondendosi dietro un dito, e si nutre di silenzio. Come una mala erba è dura a morire ed è infiltrata ovunque manchi lo Stato, ma spesso ci convive in una spartizione di seggi e appalti, favori e affari.

.sta notte Miché

Posted in messaggio in bottiglia on settembre 24, 2010 by matteo valenti

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 23 SET – Un detenuto di 23 anni, nel carcere di Reggio Calabria da un mese, si e’ suicidato impiccandosi nella sua cella. Il giovane era in attesa di giudizio.

Un rapporto quasi romantico. Ore e ore ad aspettarti all’angolo della strada, strani giri, strani giorni, un’intera adolescenza. Per quante ore ti ho aspettato? Una vita! La tua è stata una vita disgraziata, ma ti ci trovavi bene, cresciuto troppo in fretta e una madre sulle spalle. Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore? Mi raccontano che poi ci sei caduto. Sei sempre sfuggito, ne hai combinate di tutti i colori senza avere il minimo ritegno, ma ti fidavi davvero di me? E quando hai detto “oh, ma m’vuliti fari ttaccari?” ahahah! E io ti ho messo pure in rima, ma questo non lo sai e non lo saprai mai. Ti ho vestito di colori sgargianti, scarpe a punta e un cappello con una piuma. Arrivederci “Giovanni”, ci vediamo in groppa al serpente!

un pezzo di adolescenza che se ne va…

il fanatismo del manganello

Posted in potere, società with tags , , , , on luglio 24, 2010 by matteo valenti

Io chiedo le immediate dimissioni del capo della polizia di Duisburg perché non è possibile agire in maniera così barbara e incosciente. Oggi pomeriggio durante la “parata dell’amore” in terra tedesca 10/15 persone muoiono calpestate nella ressa. E’ successo durante una festa fatta di musica e colori. Si manifestava anche per portare all’attenzione della società tutta la questione dei diritti degli omosessuali. Ma la politica ai bisogni risponde con le braccia conserte, al manifestare risponde repressione. Per vigliaccheria o per incapacità si decide di caricare i manifestanti festaioli proprio in mezzo a un tunnel, in un punto privo di vie di fuga. Quando all’incapacità di gestire una situazione si aggiunge anche la stupidità la miscela diventa esplosiva. In un primo momento nessun media lo ha detto, da qualche ora qualcuno formula timide ipotesi, a me sembra chiaro che la responsabilità sia delle forze dell’ordine incoscienti e degli incapaci che gli danno ordini. Caro celerino non riesci a tenere le mani a posto per una volta? ti prudono sempre? hai sempre voglia di smanganellare qualcuno per far vedere che sei il più forte? Vedi che siamo tutti figli di mamma. Quando le prendi gli altri sono i cattivi violenti, quando meni tu “macho è bello”.

never trust a cop

dalla Cina senza furore

Posted in società with tags , , , , on maggio 11, 2010 by matteo valenti

preferisco intervistare chi la mattina va a comprare il pane piuttosto che un capo di governo o ascoltare una conferenza stampa. Nessuna pretesa di raccontare LA verità, ma sono sicuro che questa sia comunque una verità, perlomeno un’altra verità, un punto di vista che non è quello ufficiale, ma il punto di vista di una persona comune: una ragazza di Pechino.

D.: Ciao Yi, come hai deciso di venire a vivere in Italia?
R.: volevo imparare un’altra lingua a parte l’inglese. Subito mi è piaciuta la cultura europea. Nello specifico la lingua latina mi attirava molto, e delle lingue latine che ho conosciuto secondo me quella italiana è la più bella.
D.: Guardi la televisione italiana?
R.: mi piace il cinema italiano. La televisione la guardo un po’, giusto per imparare la lingua.
D.: i telegiornali italiani li guardi?
R.: si, ma molto poco.
D.: Dal punto di vista politico, come è la situazione in Cina, e a Pechino?
R.: secondo me Pechino è diventata una città internazionale perché ci sono tanti stranieri. La Cina si sta svilupando e sta crescendo, ma ci sono anche tanti problemi. La poltica italiana non la conosco bene, quindi non posso dare giudizi o esprimere pareri senza conoscere.
D.: In Cina esistono movimenti contro il governo?
R.: tempo fa esisteva un gruppo religioso aggressivo, qualche anno fa questo gruppo ha fatto attentati terroristici. Ma non sono musulmani come si potrebbe subito pensare, in realtà ci sono tanti musulmani in Cina ma sono tranquilli e pacifici.
D.: Cosa dicono i cinesi del buddhismo? e tu cosa ne pensi?
R.: la maggior parte dei cinesi è buddhista. Certo non tutti sono praticanti, ma la maggior parte, in un modo o nell’altro, possono essere definiti e si definiscono comunque buddhisti.
D.: Riguardo al Tibet? cosa pensi della questione Tibetana?
R.: secondo me non c’è un problema religioso nella questione tibetana. La questione è semplicemente politica.
D.: Come mai la Cina vuole prendere possesso della regione Tibetana? è una zona ricca?
R.: ci sono 56 nazioni in Cina. Queste nazioni hanno diverse regioni. Circa 5000 anni fa, queste nazioni erano tutte unificate e il Tibet era una di queste.
D.: ma la Cina ha distrutto molti monasteri e ucciso molti monaci, perchè?
R.: secondo me non e’ vero, è solo un problema politico. Ci sono monaci in ogni citta’ cinese, perché ucciderli? non ha senso. Conosco una ragazza tibetana a Pechino che viene nella mia università. Loro sono persone molto semplici e simpatiche, non sono per niente aggressivi. Comunque secondo me è brutto usare la religione per questioni politiche. E’ importante che la gente in Tibet viva una bella vita. Ma la verita’ è che la religione viene usata dalla politica troppo spesso. Sai il Tibet vive di turismo. Se in Tibet ci fossero azioni violente, attentati e quant’altro nessuno vorrebbe più andare a visitare il Tibet.
D.: riguardo la libertà di informazione in Cina, cosa pensi?
R.: Questo è interessante. In Cina ufficialmente non si può vedere facebook. ma se vuoi il modo per vederlo e per aggirare la censura si trova. Questa situazione non mi piace, ma ci vuole tempo per riuscire a portare un cambiamento. Quindi in teoria non si può vedere, ma in nella pratica è possibile, basta usare qualche trucchetto tecnico.
D.: e sulla questione Google, cosa pensi? Qual’è la situazione?
R.: secondo me questo è un problema. Non si possoono vedere i video che riguardano la politica. Per esempio, l’evento di piazza Tian’an men.
D.: e secondo te perché il governo non vuole che i cinesi vedano l’evento di piazza Tian’an men?
R.: secondo me, il governo pensa che così possa contrallare meglio i suoi cittadini, e pensa che questa sia una cosa semplice da fare. Ma in verità, questi video si possono scaricare da tanti siti. Tutti dei miei amici hanno  visto questi video, E’ la stessa cosa della questione facebook: in teoria non si puo vedere, ma ci sono tanti modi a farlo.

china

Ecchittindifutti! (calabria da morire)

Posted in politica with tags , , , , on marzo 22, 2010 by matteo valenti

A una settimane dalle elezioni regionali, sicuramente la Calabria ha vinto quelle delle creatività. Dopo il video alla Braveheart (a mio avviso una vera cacata), ecco un video denuncia realizzato da un gruppo di calabresi stanchi del solito modo di fare politica fra favoritismi e “comparati”. I video organizzati in 4 spot, descrivono un immaginabile “vero volto della Calabria”. Il candidato è Lando Carrìa, segretario di una fantasiosa lista: “Calabria da Morire”.