Archivio per maggio, 2008

per una paio di jeans

Posted in società with tags , , , , , , on maggio 14, 2008 by matteo valenti

Bologna, ore 15. In cielo splende il sole con qualche nuvola di contorno, la giornata ideale per lavare le lenzuola, metterle in balcone e farle asciugare in fretta. Mentre stendo calze e mutande una folata di vento fa cadere dal balcone del quarto piano un paio di jeans. Finisco di stendere i miei panni bagnati e con l’aria da boyscout suono alla porta della vecchietta del piano di sopra per restituirle ciò che il vento le aveva tolto. Suono: “chi sei!?! Non ti apro! O vai via o chiamo la polizia! Vai via subito!!!” …e pensare che nonostante io sia ormai più che ventenne mia nonna mi regala ancora le caramelle quando vado a trovarla… ma mia nonna legge molti libri, che orgogliosamente mi mostra nei nostri sporadici incontri, invece tra le urla di terrore giunte da dietro la porta della mia vicina di casa ho potuto riconoscere la voce di una televisione ad altissimo volume… forse trasmetteva un telegiornale. Effettivamente l’informazione d/nella società di oggi urla terrorizzata “rapina in casa!”, “rumeni assassini!”, “gruppo di zingari ruba argenteria”… comunque mi andavano a pennello quindi i jeans me li son tenuti. È con la paura che si tiene sotto controllo un popolo, qualcuno azzarderebbe parlando di terrorismo mediatico (?). Cari giornalai state funzionando bene come strumento della strategia del terrore, perché c’era davvero del terrore nella vocina stridula della vecchietta del piano di sopra. Il giornalismo è costruzione di significati, ogni atto comunicativo nel descrivere la realtà la ricostruisce (Carlo Sorrentino, 2006), questa società sta costruendo una realtà in cui molti vecchietti probabilmente moriranno di crepacuore, ma io intanto me la spasso con il mio nuovo paio di jeans.

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brutti, sporchi e cattivi.

Posted in politica with tags , , , , , , on maggio 6, 2008 by matteo valenti

In Germania è stato un primo maggio all’insegna dello scontro, due città in particolare ne sono state protagoniste: Norimberga e Amburgo. La mobilitazione antinazista è stata importante, ingente, ed ha impedito che i nazisti sfilassero nelle due città. L’azione degli antinazisti e antifascisti è stata violenta: viso coperto, tutti vestiti di nero, pronti a scatenare riot per bloccare l’Npd. Una persona che ha partecipato agli scontri di Amburgo ha accettato di rispondere ad alcune domande, per chiarirci le motivazioni e gli umori di un movimento violento, sempre tralasciati dai media che preferiscono puntare le attenzioni sui metodi (convisibili o meno, sicuramente discutibili) lasciando perdere i contenuti:

Perché si è manifestato in Germania?
Ad Amburgo e a Norimberga i nazi dell’NPD avevano lanciato un corteo per il pomeriggio del 1°maggio, così i compagni tedeschi in risposta a questa provocazione hanno organizzato una contro-manifestazione recante i temi dell’antifascismo e dell’antirazzismo

Puoi raccontarci qualche episodio che ti è rimasto particolarmente impresso?
Mi ha molto impressionato la grande partecipazione, in particolare la presenza determinata di molti giovanissimi. Altro elemento importante è stato quello della solidarietà dimostrata dai cittadini di Amburgo nei nostri confronti.

Cosa avete ottenuto il primo maggio ad Amburgo?
Abbiamo ottenuto una grandissima vittoria, in quanto non abbiamo permesso ai fascisti di sfilare nel corteo è gli è stato trasmesso che la loro presenza non è per niente gradita.

Come siete stati accolti in Germania?
Benissimo, sono stato ospitato a casa di alcuni compagni e trattato come un amico di vecchia data.

Cosa riportate in Italia e nelle realtà in cui militate?
Italia e Germania sono due realtà molto differenti tra loro, anche se i movimenti tedeschi si ispirano proprio all’esperienza dell’autonomia italiana degli anni ’70.

elezioni politiche 2008

Posted in politica with tags , , , , , , , on maggio 3, 2008 by matteo valenti

E’ incredibile come le percentuali pubblicate su tutti i giornali (ilManifesto compreso) siano falsate e nascondano dietro un dito la realtà dei fatti. A inizio elezioni sono stato scaltro a segnarmi il numero degli italiani chiamati al voto: 47.126.326. Durate e dopo lo spoglio, ci si riempie la bocca di numeri (come fossero 8 crackers masticati tutti d’un botto), ma tutti i giornalai fanno attenzione a non ri-pronunciare il magico 47.126.326. In numerolandia Silvio prende 17.064.314, Walte 13.686.501, l’Unione di Centro 2.050.309, in breve sommando anche dal Fausto al Loto abbiamo 36.452.286 voti. Chi è incaricato a stilare le statistiche percentuali che risultano dalle eRezioni pollitiche 2008 lo fa con attenzione. Il giornalismo effettua un processo di “messa in ordine” della realtà, questa è una delle sue principali funzioni da sempre. Il giornalista media e racconta la realtà ai cittadini. Se si guarda, dietro il dito si nasconde la realtà manipolata ad arte da chi vuole mantenere lo status quo, maldestro o mancino che sia. Silvio non ha la fiducia del 46,8% degli italiani, come Walter non può contare sull’appoggio 37,5%. I giornalai ed i pollitici non tengono conto delle gesta di chi ha strappato la scheda, di chi la ha accesa come fosse una risposta definitiva, di chi con stoico coraggio ne ha fatto un sol boccone, o di chi come me è rimasto a casa a fare altro (sicuramente di meglio). Chiunque, eseguendo dei semplici calcoli può scoprire ciò che il dito nasconde, ovvero che Walter ha raccolto un misero 28,6% e che Silvio è il presidente del solo 35,6% degli italiani. Tra non votanti e vari mangiatori di schede la percentuale si attesta al 22,6% (senza spendere un euro di campagna elettorale). Cari e/lettori e care e/lettrici i media hanno raccontato solo una parte di verità, tralasciando importanti questioni aperte da sempre e mai risolte.

fonti dati: ministero degli interni (cifre relative alla camera dei deputati)