per una paio di jeans

Bologna, ore 15. In cielo splende il sole con qualche nuvola di contorno, la giornata ideale per lavare le lenzuola, metterle in balcone e farle asciugare in fretta. Mentre stendo calze e mutande una folata di vento fa cadere dal balcone del quarto piano un paio di jeans. Finisco di stendere i miei panni bagnati e con l’aria da boyscout suono alla porta della vecchietta del piano di sopra per restituirle ciò che il vento le aveva tolto. Suono: “chi sei!?! Non ti apro! O vai via o chiamo la polizia! Vai via subito!!!” …e pensare che nonostante io sia ormai più che ventenne mia nonna mi regala ancora le caramelle quando vado a trovarla… ma mia nonna legge molti libri, che orgogliosamente mi mostra nei nostri sporadici incontri, invece tra le urla di terrore giunte da dietro la porta della mia vicina di casa ho potuto riconoscere la voce di una televisione ad altissimo volume… forse trasmetteva un telegiornale. Effettivamente l’informazione d/nella società di oggi urla terrorizzata “rapina in casa!”, “rumeni assassini!”, “gruppo di zingari ruba argenteria”… comunque mi andavano a pennello quindi i jeans me li son tenuti. È con la paura che si tiene sotto controllo un popolo, qualcuno azzarderebbe parlando di terrorismo mediatico (?). Cari giornalai state funzionando bene come strumento della strategia del terrore, perché c’era davvero del terrore nella vocina stridula della vecchietta del piano di sopra. Il giornalismo è costruzione di significati, ogni atto comunicativo nel descrivere la realtà la ricostruisce (Carlo Sorrentino, 2006), questa società sta costruendo una realtà in cui molti vecchietti probabilmente moriranno di crepacuore, ma io intanto me la spasso con il mio nuovo paio di jeans.

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7 Risposte to “per una paio di jeans”

  1. riccardino Says:

    Il prossimo paio di jeans me lo regali?

  2. il prossimo paio di jeans lasciamelo a me!

  3. è evidente che non erano jeens levis..

  4. intressanti i tuoi post… passa anche dal mio blog!
    ciaoo

  5. dietroildito Says:

    [aggiornamento] la signora del quarto piano due giorni dopo è venuta a suonarmi alla porta: “scusami, scusami” implorava tra frigni vari “non mi sono resa conto e solo quando oggi sono andato a raccogliere i panni appesi ho capito che mi stavate solo facendo una gentilezza, sono così dispiaciuta che mi viene da piangere”, io sempre col mio fare da boyscout(anche se non sono mai stato nei boyscout) “signora non si preoccupi, è normale ascoltando quello che dicono i telegiornali ci si impaurisce” e lei ribatte “scusami ancora, fai finta che io sia tua nonna!”. Le ho restituito il paio di jeans, e adesso sono forse l’unica persona al mondo che ha tre nonne!

  6. Shames°° Says:

    E’ probabile che tu abbia anche tre nonne, ma non avrai mai questo biscotto danese che sto mangiando, mhuauhauhau!!!….Ma tralasciando l’avere e il non avere, condivido l’idea che ormai i telegiornali sanno solo trasmettere paura attraverso lo straniero assassino, anche se poi in italia ci sono molti più omicidi di mafia o di vicinati poco pazienti!!…Cmq questa favola ha due morali:
    1. Gatto nella caldaia,
    2. Firmiamo la petizione per l’estinzione del Boyscout.
    Cordiali saluti…
    =)

  7. lorenzo24 Says:

    viriii ki sbagliasti!!!!!ma sikundu tiaa na vekkia si mentii i jeans??!!!

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