Il sapere ai poliziotti (diritto allo studio)

Il premier Bugie&Realtà vuole mandare i poliziotti nelle università, forse perché imparino qualcosa. Il poliziotto è il caso simbolo in cui il lavoro non rende liberi, ma schiavi di chi sta al gradino più alto della gerarchìa. Sono infatti moltissime le persone che si arruolano tra le forze dell’ordine, i più disgraziati nella celere, per portare a casa la pagnotta. Il poliziotto è quindi vittima , forse più degli altri, della fame e della disoccupazione. I celerini sono dei ragazzi infagottati di patriottismo e scarsi in cultura, sono pochi quelli diplomati e se avessero assistito ad una sola lezione di antropologìa, di sociologìa o di storia sarebbero meno ciechi nel menar manganellate e meno camerati nel battere lo scudo. Ebbene, il premier Bugie&Realtà ha deciso per la co(no)scienza di classe: tutti i poliziotti nelle università (per alcuni è prevista la classe ponte negli istituti superiori)

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11 Risposte to “Il sapere ai poliziotti (diritto allo studio)”

  1. ma per i poliziotti faranno le classi differenziali???

  2. AnacletoGufoParlante Says:

    Servi dei servi dei servi..
    è una vecchia canzone (che odio sparte), ma in qualche modo riesce a comprendere tutte quelle persone che, STANNO IN UNA POSIZIONE DI INFERIORITA’.
    Perchè, se il servo di casa, o il servo pastore..è in qualche modo libero di svolgere i propri compiti come meglio crede…
    il poliz. il carramba. il finanziere, deve sottostare innanzitutto ai capi…poi alla mafia, poi ai parlamentari, poi a questo e anche a quell’altro..insomma..sono due le cose se vuoi avere soldi e nn fare niente..

  3. Cari ragazzi, vi premetto che sarò molto critico nei confronti di questo articolo.
    Partiamo da un punto fondamentale ovvero dalla condizione di “servitù” per la quale credo sia oggettivamente accettata la seguente definizione: qualsiasi lavoro da dipendente che preveda un congualgio economico al termine delle prestazioni richieste. Ora non so quanti di voi abbiano realmente avuto a che fare con il mondo del lavoro e non so quanti di voi comprendano, realmente, la realtà e i nomi delle cose. Per l’appunto è sicuro che la condizione di “servo” è una caratteristica che accomuna tutti i lavoratori in quanto sottostiamo ad un sistema economico basato sul lavoro a prestazione e non sul VERO libero lavoro. Hanno stravolto il pensiero del liberismo economico, teorizzato come pensiero anarchico in principio perchè, APPUNTO, prevedeva che ognuno si facesse servo di se stesso, in un sistema di cooperative con distribuizioni azionarie egualitarie con il solo scopo della sussistenza e non del profitto. E ciò che ci rimane di questo pensiero è una moltitudine di multinazionali che fanno il cazzo che gli pare imponendo leggi sul lavoro che ci riducono ancora più servi di prima. Io come archeologo mi sento un servo, sono un servo, servo del denaro, senza la quale ormai è per lo più impossibile vivere.
    Quindi comprendetemi in quel che sto per dirvi. Non c’è differenza tra servi, lo siamo tutti allo stesso modo, impiegati\e, operai\e(soprattutto) forze dell’ordine, infermieri\e, pompieri\e, segretari\e, insegnanti\e, siamo servi del sistema economico ed è a quello che dobbiamo mirare, non a chi sceglie un lavoro che a noi non piace!
    E poi pensateci bene la lotta di piazza è aizzata da ambo i lati, e non capite che sono solo le pedine di un gioco, l’informazione è la nuova lotta, almeno secondo me!
    Spero siate più convincenti la prossima volta.

    • dietroildito Says:

      Quindi secondo te l’impiegato delle poste o il fioraio sono come il celerino? I miei genitori sono lavoratori dipendenti, ma se un giorno dovessero chiedere una raccomandazione non lo farebbero, e piuttosto si farebbero licenziare e andrebbero a lavare scale ne sono sicuro (anche perché me lo hanno detto loro). Se un giorno dovessero fare qualcosa contro il loro modo di pensare dal picchiare dei ragazzini (nel caso delle forze dell’ordine) o applicare un T.S.O. (lavorano nell’ambito della sanità) non lo farebbero mai e poi mai… infatti non lo hanno fatto e han fatto arrestare un loro superiore che voleva applicare un T.S.O. ingiusto. Quindi chi è che ti libera? sei tu che ti liberi!

  4. Non capisco cosa c’entra il discorso sulla raccomandazione. Ho un’intera famiglia nelle forze dell’ordine entrata non grazie alle raccomandazioni.
    “picchiare dei ragazzini” per me è una parola esagerata, molto esagerata, in quanto anch’io da ragazzino ho partecipato alle manifestazioni e vedevo bene chi è che stava in prima linea a darsi le mazzate, e non erano proprio ragazzini, o se tali,erano dei soggetti con una spiccata vocazione violenta. non giustifico la violenza ma non è giusto dire che venga solo da una parte. Alle manifestazioni non esistono differenze tra polizia manifestanti ragazzini vecchi, non esistono differenze nel momento in cui uno scontro nasce. io ho parlato con un tale che frequentava il liceo con me ed ora è un poliziotto “antiterrorismo”. Egli mi raccontava come nel momento in cui tu ti ritrovi in piazza in quel clima di tensione, poca differenza fa se hai una divisa o meno in quanto la paura e l’adrenalina da essa scatenata è talmente forte che non ci capisci niente: non vedi non senti non parli, meni e basta! La violenza è una necessita per i manifestanti che non sanno dare risposte se non sfondando le zone proibite. e di conseguenza le forze dell’ordine controbbattono per arginare quest’onda d’urto.
    Non li giustifico, non giustifico la violenza. Ma critico entrambi, sbagliano i manifestanti come sbagliano i poliziotti, il punto è che quando si ritrovano in quelle situazioni sia gli uni che gli altri mantengono poco di se e si ritrovano a comportarsi come una massa informe di animali in cerca di sfogo. Il mondo ci reprime e ci preme, bisognerebbe contemplare i significati più profondi non blaterare prendendosela con gli strumenti, ognuno di noi è una vittima incosciente sia che indossi una divisa sia che non ne indossi una.

    Per quanto riguarda il libero arbitrio e poi chiudo che mi sono perso, faccio una domanda a dietroildito… dimmi la verità(io tanto la so la verità) nel farti un fermo, le forze dell’ordine hanno mai chiuso un occhio nei confronti di una tua scorrettezza?
    Io ne conosco di eccezioni, parecchie, e so bene che anche loro, SE VOGLIONO , sanno liberarsi, come chiunque.

    • non mi è mai capitato che chiudessero un occhio (vedi patente sequestrata un mese per possesso di 0,2 zerovirgoladue gr. di fumo). Lo stato è violenza, lo stato ha il monopolio della violenza leggittima, non ci nascondiamo dietro un dito e non confondiamo la società con lo stato.

      • Allora racconti cazzate, perchè in realtà da come dicevi l’hanno chiuso più di una volta l’occhio. Comunque lo stato è fatto di persone e la società anche il problema, torno a dire, non è lo stato ma le persone. In tutta franchezza, mio padre è un carabiniere e non sai quante volte a lui è capitato di chiudere un occhio. Sono persone anche loro e cercare di demonizzarle solo perchè svolgono un lavoro che è tra i più onesti e più corretti se fatto con diligenza, non fa altro che aumentare l’odio. E non è di questo che abbiamo bisogno. Secondo me è stupido da ignoranti e da poveretti che non sanno con chi prendersela attaccare le forze dell’ordine come pretesto per attaccare lo stato. In fondo questi personaggi che dirigono questo cosidetto “stato” sono eletti dal popolo, fino a prova contraria, da un popolo che l’ha voluto e che l’ha sostenuto.
        Continuando a creare opposizioni non si fa altro che fare il gioco dei potenti.
        Siete tutti carne al macello sia voi che criticate le forze dell’ordine sia le forze dell’ordine che criticano i movimenti anti statali. Alla fine fate parte della stessa minestra e i potenti stanno li a godersene abbondantemente come un porco che mangia mangia ma non è mai sazio.
        Buona fortuna, io ho imparato a guardare le persone al di là di ciò che per condizioni necessariamente forzate fanno, le guardo per quelle che sono.
        Il mondo va male anche grazie a voi.
        Nessuno si nasconde dietro un dito, ma piuttosto lo fate voi. Il vostro dito è il pregiudizio, l’odio e continuando a generarlo sarà talmente tanto grande che non riuscirete più a vedere le cose con chiarezza.
        In questa mia apologia delle forze dell’ordine vorrei chiudere con un esempio reale che spero vi faccia riflettere.
        Circa sette mesi fa in provincia di Reggio abbiamo vissuto un periodo di frequenti e abbondanti piogge che hanno provocato enormi danni anche a causa del degrado ambientale e dell’abusivismo edilizio che noi viviamo. In una di queste zone una famigliola si è trovata nel bel mezzo di una fiumara in piena, bloccata con l’auto e impossibilitata a continuare. Di seguito, il giorno dopo, la notizia che erano sani e salvi grazie ad un maresciallo dei carabinieri che per salvarli si è ritrovato lui in ospedale. Se fosse un violento e dovesse rispondere alla logica dello Stato, a quel punto la migliore cosa per lui sarebbe stata fottersene e battere in ritirata,anche perchè i superiori lo intimavano ad attendere maggiori mezzi di soccorso, ma lui, spontaneamente, non ha ascoltato nessuno ed è corso a salvarli, ignorando ordini e VITA SUA.
        E un altro esempio aggiungo che riguarda un’esperienza, kurohata, che abbiamo vissuto insieme anche se non so se la rammenti. Ai tempi in cui frequentavamo il centro sociale, c’era una persona che avrebbe potuto sempre incularci, da un momento all altro, ma che però non l’ha mai fatto.
        è lui era un capo della digos e sai perchè non ci ha mai inculato? perchè nonostante fossimo una realtà scomoda allo stato, sapeva che facevamo e predicavamo del bene.
        Queste sono eccezioni, perchè non puoi generalizzare, tu soprattutto che mi hai dimostrato più e più volte di non essere un’ignorante che si nasconde dietro il velo del pregiudizio, dietro quel famoso dito da te tanto decantato.
        Io credo nella differenza e differenziazione indipendentemente da ciò che si fa per campare.
        Un abbraccio nella speranza di non averti irritato troppo.

      • dietroildito Says:

        ma sei sicuro di aver letto tutto l’articolo e di averlo sempre tenuto presente durante i tuoi commenti?: “Il poliziotto è il caso simbolo in cui il lavoro non rende liberi, ma schiavi di chi sta al gradino più alto della gerarchìa. Sono infatti moltissime le persone che si arruolano tra le forze dell’ordine, i più disgraziati nella celere, per portare a casa la pagnotta. Il poliziotto è quindi vittima , forse più degli altri, della fame e della disoccupazione.” Vuoi dire che non sono moltissime le persone che si arruolano nelle forze dell’ordine per portare a casa la pagnotta? Vuoi dire che non ci sono tantissime teste calde e coglionazzi che altro non cercano che menare il manganello?

  5. quello che diceva Max Weber comunque è stato smentito dagli ultimi anni di storia, in ogni caso il concetto di monopolio leggittimo della forza è molto diverso da come hai cercato di capirlo tu. Non conosci la filosofia contemporanea. L’età dei totalitarismi è finita da 20 anni e se in italia abbiamo una situazione del genere è perchè i veri servi sono quelli che si ribellano utilizzando le formule che lo stesso potere ha imposto.
    giusto un chiarimento.

  6. alessandra Says:

    credo sinceramente che nel vostro parlare, parlare, parlare… vi siete allontanati dalla questione di base.
    ovvero che nessuno, senza violare l’altrui dignità, ha il diritto di dare dell’ignorante ad altro, senza poi poter essere tacciato dello stesso insulto.
    molte sono le persone che si arruolano per la pagnotta, così come per la pagnotta molti agognano il posto fisso, il posto pubblico.
    dunque, la differenza dov’è?
    chi è lo schiavo?
    non siamo forse ancora più schiavi noi che con i soldi di genitori schiavi delle nostre esigenze scambiamo la giustizia con la vanagloria?

  7. Voglio dire che chiunque cerca di portare a casa la pagnotta, in un modo o nell’altro! poi c’è chi lo fa credendoci al proprio mestiere e chi no.
    Quello che voglio farti capire è che secondo me non c’è alcuna differenza nel lavoro. Siamo tutti uguali, e io,francamente, non mi sento meno servo di un membro delle forze dell’ordine.
    E concludo dicendoti una cosa: ricordati che le teste calde che cercano di menare il manganello stanno sia da una parte che dall’altra, e tu questo lo sai bene, quindi, dove sta la differenza? io vedo solo animali al macello sia da una parte che dall’altra.
    E’ giusto che l’istruzione sia per tutti, soprattutto per loro che altro non sono che semplici esseri umani inseriti in un sistema che coltiva odio e ignoranza.

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