Archive for the potere Category

discorso preventivo

Posted in potere with tags , , , , , , , on dicembre 20, 2010 by matteo valenti

lo avevo detto, e lo avevamo detto in tanti che bisognava ascoltare. Bisognava avere una politica di accoglienza e non gridare: IO ME NE FREGO! ma piuttosto interessarsene. Cos’è il daspo per le manifestazioni? magari domani vogliamo anche fare pagare il biglietto? “Vai manifestante, fatti il giro nella giostra, fatti sto giro, cantati le canzoni e urla le tue cose”. Manifestare dovrebbe servire per comunicare (mettere in comune) qualcosa, un sentimento, una lotta, un dubbio, delle questioni; ma se la comunicazione perde la sua funzione performativa, reazione normale mi pare quella di caricarla di azione. Ci si sente presi in giro dai cartelli con su scritto: “mega offerta! Manifestazione a Roma sotto natale, con giro colosseo, 1 biglietto 5 euro, se vuoi le foto per i tuoi momenti indimenticabili a fine giro passa dai nostri uffici”. E adesso che c’è scappato il morto? Siamo soddisfatti? È bello passare finalmente alla seconda fase, compiangere, fare considerazioni, Bruno Vespa farà il plastico e Saviano il suo discorso (sempre con le solite pause). Adesso che il giro di giostra è finito, il capo della digos mi batterà una mano sulla spalla dicendo: “ma infondo era un bravo ragazzo…”

jostra

il fanatismo del manganello

Posted in potere, società with tags , , , , on luglio 24, 2010 by matteo valenti

Io chiedo le immediate dimissioni del capo della polizia di Duisburg perché non è possibile agire in maniera così barbara e incosciente. Oggi pomeriggio durante la “parata dell’amore” in terra tedesca 10/15 persone muoiono calpestate nella ressa. E’ successo durante una festa fatta di musica e colori. Si manifestava anche per portare all’attenzione della società tutta la questione dei diritti degli omosessuali. Ma la politica ai bisogni risponde con le braccia conserte, al manifestare risponde repressione. Per vigliaccheria o per incapacità si decide di caricare i manifestanti festaioli proprio in mezzo a un tunnel, in un punto privo di vie di fuga. Quando all’incapacità di gestire una situazione si aggiunge anche la stupidità la miscela diventa esplosiva. In un primo momento nessun media lo ha detto, da qualche ora qualcuno formula timide ipotesi, a me sembra chiaro che la responsabilità sia delle forze dell’ordine incoscienti e degli incapaci che gli danno ordini. Caro celerino non riesci a tenere le mani a posto per una volta? ti prudono sempre? hai sempre voglia di smanganellare qualcuno per far vedere che sei il più forte? Vedi che siamo tutti figli di mamma. Quando le prendi gli altri sono i cattivi violenti, quando meni tu “macho è bello”.

never trust a cop

parcondicio in televisione (?)

Posted in politica, potere with tags , , on febbraio 11, 2010 by matteo valenti

è di 24 ore fa la notizia per alcuni sconcertante che per la legge della parcondicio saranno sospesi tutti i programmi che parlano di politica. Quello che dovrebbe essere sconcertante è parlare di P A R C O N D I C I O riguardante la televisione. Come si fa? La televisione è una dittatura, difatti parla sempre lei… la televisione non è un mezzo di comunicazione perché non mette in comune un bel niente, sta sempre a darci il suo punto di vista e a mostrarci quello che vuole lei. La vera parcondicio sarebbe spegnere la televisione, incontrarsi nelle strade e nelle piazze, parlare, affacciarsi alla finestra e urlare e spegnere la televisione. Vogliamo la parcondicio? Benissimo, facciamo un giorno televisione accesa e l’altro televisione spenta.

turn off tv

Io so chi ha incendiato l’auto di Monteleone, e ho anche le prove

Posted in potere with tags , , , , , , on febbraio 5, 2010 by matteo valenti

Voi avete bruciato l’auto di Antonino Monteleone. Sei stato tu a versare la bezina, tu che leggi questo articolo e ti senti con la coscienza pulita, tu che guardi il film su Peppino Impastato e dopo una settimana te ne sei dimenticato. La benzina è stata acquistata da quel ragazzo che sa già chi votare alle prossime elezioni, tanto poi gli hanno assicurato un posto di lavoro come vigile urbano. Il luogo dove è stata parcheggiata l’auto di Monteleone è stato individuato da quello che “..tanto sono tutti mafiosi…” e non si è rimboccato le maniche per creare qualcosa di nuovo e qualcosa di vero. Un aiuto lo ha dato anche quella ragazza che ha preferito andare a bere uno spritz piuttosto che manifestare in quella serata reggina contro la mafia. La copertura è stata garantita da tutti quelli che pensano che il mafioso indossi la coppola e il fucile a tracolla. Io conosco Antonino Monteleone per via traverse, ma non mi è mai stato simpatico, una volta mi diede anche un cartellino rosso nella finale di un torneo di calcetto, e non mi piace neanche il suo modo di scrivere. E allora sono stato io ad accendere la miccia alla sua auto, perchè non l’ho mai preso in considerazione guardandolo con i miei occhi pieni di pre-concetti da ragazzino. Dunque scriviamocelo nel nostro cuore a caratteri cubitali: LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA!

Quand el sul el turna indrèe a ghèm l’acqua fin’ai pèe

Posted in potere with tags , , , , on ottobre 12, 2009 by matteo valenti

(quando il sole torna indietro, abbiamo già l’acqua fino al collo ai piedi)

stamattina pare ci sia stato un attentato alla Caserma di via Perrucchetti a Milano. Un uomo, forse nord africano, si dice abbia fatto esplodere una bomba che non è riuscito a lanciare, ma non tutto l’esplosivo è stato detonato. Probabilmente l’uomo è un libico sposato con una donna italiana, arrivato ieri da Napoli. A quanto pare non è riuscito a lanciare la bomba che gli è rimasta in mano, per questo la mano non gli è rimasta al polso, ma pare che con l’esplosione un sasso sia schizzato via e abbia colpito un militare che è rimasto lievemente ferito. Nella convulsione del momento e nell’assonnamento mattutino (erano le 7:45). Pare che prima di farsi esplodere abbia gridato “via dall’Afghanistàn!”, ma altri dicono che la frase esatta sia stata “rivogliamo Kakà al Milàn”, gli investigatori smentiscono riferimenti alla squadra rossonera e all’occupazione militare, ma non è ancora stato smentito che egli abbia gridato “Chi volta el cùu a Milan, il volta al pan”. Quindi non abbiamo forse nessuna notizia certa. (Quello che è certo è che adesso ci grattugieranno i coglioni almeno fino a Natale). Aspettiamo il tg4 (ma anche gi altri non sono da meno) e tutto ciò favorirà il rilancio (di cui avevamo proprio bisogno), nel discorso pubblico e nelle pratiche poliziesche, della catena di equazioni extracomunitario-clandestino-arabo-musulmano-integralista-terrorista. Non ci crederete mai ma solo il 10% dei musulmani è arabo e il paese con più fedeli è l’Indonesia, seguito a ruota da India e Pakistan. E come dichiarò padre Gianni Baget Bozzo il 18 ottobre 2001: “gli islamici che vengono in Italia sono tutti ispirati dalla guerra santa!”

operazione “REWIND”: ti prendo e ti porto via

Posted in potere with tags , , , , , , , on luglio 6, 2009 by matteo valenti

Questa mattina, ma senza cornetto e cappuccino, le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in 21 case abitate dagli studenti dell’onda anomala. Il nome dell’operazione è sicuramente il più appropriato, operazione REWIND, e io ci aggiungerei “ti prendo e ti porto via” come recita una famosa canzone di Vasco. Si tratta di studenti che hanno partecipato alle manifestazioni del movimento studentesco, al quale lo stato risponde con repressione e politiche di chiusura. “Repressione! Repressione! Repressione!” (cit. Gian Maria Volonté) così lo stato cerca di arginare il ribellarsi degli studenti. Ma un’onda non si può arginare, come l’acqua passa da ogni fessura non la puoi fermare, ogni goccia che batte finirà per far marcire il legno (già marcio di per se). Oggi si manifesta in tutta Italia, perché hanno fatto male i conti, perché ogni studente arrestato è legato alla città della propria università, ed è ancor più legato alla sua terra natìa. E’ gravissimo il tentativo di intimidire e reprimere duramente il dissenso sociale di una generazione alla quale nel contempo si sta negando il diritto al futuro. Appuntamenti in tutto lo stivale quindi, per esprimere la massima solidarietà, per infondere calore umano, di cui sicuramente hanno bisogno i 21 arrestati. Come si sentono in queste ore? Sono da soli, impauriti, presi e scaraventati di forza nella città di Torino. Tutti i giornali hanno pubblicato i nomi, i cognomi, l’età e la facoltà; neanche fossero mafiosi; bravi giornalisti al servizio del potere. E bravi anche gli sbirri, che chi sà come stanno sghignazzando in questo momento, ridono della loro ignoranza, ridono del loro sentirsi degli 007.

LIBERI TUTTI! LIBERI SUBITO!

Il sapere ai poliziotti (diritto allo studio)

Posted in potere with tags , , , , , , , on ottobre 23, 2008 by matteo valenti

Il premier Bugie&Realtà vuole mandare i poliziotti nelle università, forse perché imparino qualcosa. Il poliziotto è il caso simbolo in cui il lavoro non rende liberi, ma schiavi di chi sta al gradino più alto della gerarchìa. Sono infatti moltissime le persone che si arruolano tra le forze dell’ordine, i più disgraziati nella celere, per portare a casa la pagnotta. Il poliziotto è quindi vittima , forse più degli altri, della fame e della disoccupazione. I celerini sono dei ragazzi infagottati di patriottismo e scarsi in cultura, sono pochi quelli diplomati e se avessero assistito ad una sola lezione di antropologìa, di sociologìa o di storia sarebbero meno ciechi nel menar manganellate e meno camerati nel battere lo scudo. Ebbene, il premier Bugie&Realtà ha deciso per la co(no)scienza di classe: tutti i poliziotti nelle università (per alcuni è prevista la classe ponte negli istituti superiori)